Antichi ricordi

Cimaronco… cent'anni fa!

La fotografia ci è stata messa gentilmente a disposizione da Luca Gaggini di Breganzona ed è stata scattata da Luigi Gaggini (1882-1967), «appassionato fotografo di Massagno nonché zio di mio nonno». Risale al marzo del 1914. Lo scatto ritrae un momento della processione al Santuario della Madonna di Cimaronco, situato lungo la sinuosa strada della «Penudria », che da Gravesano sale verso Arosio. La festività qui celebrata è quella dell'Annunciazione a Maria. La piccola chiesetta d'origine quattrocentesca ha da sempre riscosso grande devozione nella gente dei paesi vicini. «I parrocchiani di Arosio – spiega Luca Gaggini – erano soliti scendere due volte all'anno a Cimaronco per la Santa messa, al termine della quale non poteva mancare il tradizionale banco dei dolci, i "bombòn". La gente di Bedano, Gravesano e Manno, salendo, andava incontro alla processione. Oggi purtroppo s'è persa l'usanza della processione, ma due messe annuali mantengono vivo il bell'oratorio (il 25 marzo per la festa dell'Annunciazione, e il 15 agosto per l'Assunzione)». Nella fotografia è ben riconoscibile la filarmonica, a sottolineare la solennità dell'evento. Ai lati della strada, la gente di Bedano, Gravesano e Manno. «Mio nonno Pietro Gaggini, discendente dei Gabutti di Bedano, riconosceva nella folla le famiglie di Serafino Bonesana di Bedano, Fraschina e Gabutti». Chissà che qualche anziano non riesca a riconoscere altre persone.

La «Bea» del bar Nata

Quest'immagine ci riporta nella Lugano degli anni sessanta: siamo nella parte finale di via Magatti e a sinistra si nota il negozio Gusberti, mentre sulla destra il bar Nata. Questo ritrovo pubblico era tanto caro ai luganesi, in primis ai postini e agli addetti alla nettezza urbana, che già alle 5 del mattino si ritrovavano per il primo caffè della giornata. La fotografia del 1963 ritrae la 19enne Beatrice «Bea» Barelli, di origini malcantonesi, cameriera del bar Nata per parecchi anni. Oggi Beatrice – che ha concluso l'attività lavorativa al bar della casa di riposo La Piazzetta di Loreto – ricorda ancora gli anni più belli, quando il centro era pieno di vita.

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