Antichi ricordi

Ricordando uno sportivo di casa nostra

Lo scorso mese di agosto i quotidiani ticinesi hanno ricordato la figura di Riva IV, il giocatore di calcio tanto amato dai momo, scomparso il 15 agosto all'età di 84 anni. Ferdinando Riva (detto Riva IV per distinguerlo dai fratelli, Puci per gli amici) iniziò la sua carriera nei Boys A del Mendrisio (nel 1946, all'età di 16 anni), ma già l'anno successivo fu inserito nella prima squadra. Nel 1950 vestì per la prima volta la maglia rosso-blu del Chiasso, dove giocò oltre 500 partite, segnando quasi 200 reti.

Molti ricordano ancora la sua presenza nella nazionale svizzera, in particolare la sua prima partita contro l'Italia, nel 1951, svoltasi al Cornaredo di Lugano, terminata con il pareggio di 1 a 1 grazie appunto alla rete di Riva IV. Sempre con la nazionale, partecipò ai campionati del mondo del 1954, giocati in Svizzera e vinti dalla Germania dell'Ovest, che battè in finale l'Ungheria per 3 a 2. La fotografia lo ritrae con la squadra dei Boys A del Mendrisio al torneo pasquale di Bellinzona del 1946 (in piedi, quarto da sinistra).

La formazione era la seguente. Accosciati, da sinistra: Alfredo Lanfranconi, Alberto Delucchi, Poma, Flavio Leonardi, Paolino Bernasconi.
In piedi
: Rezzonico (dirigente), Elio Falagiarda, Paolo Solcà, Ferdinando Riva, Testorelli, Briccola, Edo Mariotti, Walter Macconi, Landoni (dirigente). I nomi evidenziati in neretto sono quelli dei giocatori di Arogno. «L'allenamento settimanale – ricordano testimoni di quell'epoca – finiva la sera tardi, sempre con 10 giri del campo, dopo di che i ragazzi prendevano il treno per Maroggia e salivano a piedi fino ad Arogno. Sempre di Arogno giocarono nel Fc Mendrisio Sergio Franzosi, Emilio Guidi e Enzo Tschui (portiere), che subentrò a Poma».

I marciatori della Sal nel 1957

Tempi d'oro per la marcia quelli a cui ci riportano le immagini consegnateci da Giorgio Poretti, il quale nel lontano 1957 formava con Sergio Botta e Felice Meregalli il terzetto della Società atletica Lugano (Sal) impegnato in una gara a staffetta: ogni atleta percorreva 3 chilometri nell'anello di Cornaredo, per poi cedere il testimone al compagno di squadra. La competizione fu vinta proprio dalla Sal.

Felice Meregalli, conclusa la sua fatica, passa il testimone a Giorgio Poretti.

Sergio Botta, ricevuto il testimone da Giorgio Poretti, si lancia nella sua frazione.

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