Antichi ricordi

Costruzione della strada di Gandria

La costruzione della strada tra Lugano e Gandria risale ai primi anni trenta del secolo scorso. Le due immagini, in cui si riconosce Bruno Gianinazzi (con le mani in tasca e i pantaloni alla zuava) con un compagno di studi, mostrano le difficoltà che si sono dovute affrontare per tracciare il collegamento carrozzabile. L'opera, a picco sul lago, ha richiesto la realizzazione di importanti opere ingegneristiche, come ponti e gallerie, per superare le asperità del terreno. In una foto è riconoscibile il sentiero di Gandria, l'unico collegamento percorribile all'epoca per raggiungere a piedi la città. «La gente del villaggio lacustre – osserva Elena Sopranzi, che ci ha messo a disposizione i documenti – spesso utilizzava la barca soprattutto per trasportare pesce e verdure al mercato di Lugano». Legata alla strada di Gandria è una vicenda drammatica capitata nel maggio 1939. Probabilmente a causa di un fulmine, nella seconda galleria alcune mine (posate dall'esercito per ostacolare eventuali tentativi di invasione da sud), provocarono la morte di una donna di Ruvigliana con il suo figlioletto. Si salvarono il marito e una figlia.

Ma è davvero il mitico Pepèna?

Augusto Rossi (detto Pepèna) nel 1923.

Serve il vostro aiuto, cari lettori, per decifrare questa foto, anch'essa proveniente dagli archivi di Elena Sopranzi. Dalle indicazioni annotate sul retro si desume che siamo attorno al 1930 e che si trattava della corsa motociclistica del Brè, con il vincitore accolto a Ruvigliana. «Pepèna?» è inoltre riportato. Il punto interrogativo lascia intendere che sull'identità del personaggio ci siano dubbi. Perplessità che non siamo stati in grado di fugare. Confrontando questa immagine con altre del popolare motociclista Augusto Rossi (detto appunto Pepèna), morto nel 1975 sulla soglia dei 90 anni, le analogie sono approssimative. Inoltre il Pèpena ha corso la sua ultima Cassarate-Monte Brè nel 1923, vincendola per la settima volta consecutiva. L'anno seguente abbandonò le competizioni. Ci si chiede dunque se effettivamente il volto che sporge sopra il mazzo di fiori sia veramente quello di Augusto Rossi. Voi cosa ne dite?

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