Antichi ricordi

Prestino, locale d'altri tempi a Cademario

I vent'anni di gerenza da parte dei coniugi Sandra e Fulvio Induni-Bellotti dell'Osteria del Prestino hanno offerto lo spunto a Lulo Vanetta per compiere un tuffo nel passato, ripercorrendo, anche con l'ausilio di alcune foto d'epoca, la storia di questa tipica osteria di paese. A Cademario, «il Prestino» è una presenza centenaria e la sua funzione è andata ben oltre l'ambito commerciale. Il locale è stato e rimane un ritrovo popolare e dunque un luogo d'aggregazione sociale. Scriveva Vanetta in un articolo pubblicato nell'edizione di dicembre de «Il Malcantone»: «I trascorsi della famiglia Induni, proprietaria dello stabile, la breve apparizione di G. Gatti, titolare della macelleria annessa all'osteria, il caratteristico forno a legna per la cottura del pane, di cui l'esercizio pubblico ha ereditato il nome Prestino, hanno contribuito ad avvicinare la popolazione e instaurare con essa un rapporto di simpatia e di affetto». Il tempo è trascorso veloce, ricorda ancora Vanetta, e la gestione del locale si è dovuta adattare alle nuove necessità. Cambiamenti che si sono rispecchiati nel nome (ora si chiama «Circolo amicizia e gastronomia Prestino») e nella conduzione (solo cene e pranzi su riservazione).

L’osteria di Cademario in una foto d’epoca.

Dante Induni, appassionato cacciatore, per tanti anni titolare dell’osteria con la moglie Armanda.

Emilio Induni, padre di Dante, è stato a sua volta gerente con la moglie.

Una serata in compagnia. Da sinistra si riconoscono: Carlo Bernardazzi, Dante Induni, Germano Pianca, Flavio Fontana, ???.

Inaugurazione della casa comunale a Pregassona

Una gentile lettrice ci ha consegnato un'immagine scattata dal fotografo Villa nel 1968 in occasione dell'inaugurazione della sede delle scuole comunali e della cancelleria dell'ex comune di Pregassona. Vediamo parte della sala adibita alle sedute del Consiglio comunale gremita di pregassonesi, molti dei quali sono scomparsi. Nella fila con le scrivanie notiamo tre fumatori e posacenere ovunque, cosa oggi inimmaginabile... Seduti contro le pareti riconosciamo Adriana Fumagalli, il piccolo Michele Guglielmini con i nonni Ines e Tellar Cassina, Fausto Lepori, il signor Müller. In fondo s'intravvede il sindaco di allora, Stefano Guglielmini, per tutti «ul Stefanin ». Il primo seduto alla scrivania è il signor Crivelli.

e.s.

Condividi
su Facebook - su Twitter