Antichi ricordi

A proposito dei patrizi di Castagnola

L'appello lanciato nell'edizione dello scorso 18 marzo è stato raccolto e la mobilitazione in quel di Ruvigliana e Castagnola ha dato i frutti sperati. Il ringraziamento va in particolare al prof. Fernando, a Prisca, Libera e Vania, Lucia, Luciana, Rodolfo e altri lettori, le cui informazioni sono state di prezioso aiuto per riconoscere le persone raffigurate nelle foto pubblicate nella pagina intitolata «Patriziato di Castagnola in festa». Due immagini riguardavano l'orchestrina, di cui non era stato possibile, in un primo tempo, identificare tutti i membri. Ebbene siamo ora in grado di dare un nome al suonatore di violino: si tratta di Giovanni Gobbi (1), noto a tutti come Querido. A San Domenico sviolinava le sue canzoni, ballate e scherzi musicali a beneficio dei bagnanti, locali e turisti, che affollavano il lido. Nell'altra foto con i suonatori è stato riconosciuto, alla fisarmonica, Bruno Devecchi (2). Nella foto 3 sono stati riconosciuti il presidente del patriziato Dario Devecchi (primo in piedi da sinistra), il vice presidente Bruno Rezzonico (penultimo in piedi da sinistra) con, accanto, la maestra Ender. Seduti, da sinistra: la signora Devecchi (moglie del presidente) e, in terza posizione, Rialdo Ender. Nella foto 4, seduti da sinistra: Martina Gianinazzi, Palmira Somazzi, Alice Ender, ???, la maestra Ender, ???, la signora Devecchi, ???, ???.

e.s.

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Foto 4

Al vecchio lavatoio di Pregassona

Questa foto degli anni sessanta è stata scattata al lavatoio coperto situato in prossimità del capolinea del bus numero 7, a due passi dal ristorante del Sole. Vediamo a sinistra Renato Bernasconi, titolare dell'officina di fabbro alla Bozzoreda, che brinda con l'ex sindaco Gino Fasoletti, chiamato da tutti bonariamente «ul calzèta bianca» per via dei calzini bianchi abbinati ai calzoni alla zuava. Di seguito troviamo Aldo Borioli di Viganello, collaboratore dell'allora comune di Cureggia. Per altri potrebbe invece trattarsi di Stefano Guglielmini. A destra, il geologo Piercarlo Pedrozzi; dietro, con il colbacco, Giovanni Fasoletti di Ligaino. Oltre al lavatoio di granito massiccio, scomparso negli anni sessanta (dove è finito?), si intravvede a destra la sede dei pompieri di Pregassona, che ospitava pure l'ambulatorio medico e il locale adibito alla distribuzione – gratis per le famiglie meno abbienti (e i furbetti...) – di patate e mele che il comune donava a casse. C'era inoltre il «Campicello», piccolo orto curatissimo, dove gli insegnanti delle scuole mostravano agli alunni come coltivare le verdure. La zona era insomma un piccolo e vivace luogo d'incontro e di socializzazione non solo per i «lavandèr» ma per tutta la popolazione. Oggi resta un giardinetto, ombreggiato, curato ma vuoto.
e.s.

Condividi
su Facebook - su Twitter