Antichi ricordi

Storia e destino del negozietto di Muzzano

A volte è sufficiente una parola per rituffarsi in un tempo nemmeno troppo remoto. Per i muzzanesi basta dire «negozietto» e subito la mente corre a quando, ancora giovanissimi, finita la scuola, si faceva una capatina a comprare le caramelle (ma non solo) anche se di caramelle non si era appassionati. Perché quella della visita al negozietto era una tappa quasi obbligatoria, un momento di svago, d'incontro e per certi versi di festa. A distanza di anni dalla sua chiusura, dispiace vedere quelle quattro mura di via al Teglio rassegnarsi al trascorrere del tempo. Nulla però è perduto, perché presto lo stabile che lo ospitava sarà ristrutturato per accogliere un nuovo spazio polivalente. Quale occasione migliore, dunque, per parlare con chi il negozietto lo conosceva bene? Ilde Sala è la figlia di Linda Cortesi, per 16 anni gerente della bottega di paese. Racconta: «La famiglia Bottinelli era proprietaria dello stabile, mentre a gestire il negozietto c'era inizialmente, fino al 1937, Caterina Lorenzoni. Mia madre Linda lo rilevò nello stesso anno e lo portò avanti fino al 1953, quando trasferimmo l'attività poco distante, nella casa Bernardoni (oggi casa Cortesi) in via alle Coste. Ho bei ricordi di quel periodo. La gente si ritrovava al negozietto per scambiare qualche parola e discutere del più e del meno; era un luogo d'aggregazione come se ne vedono pochi al giorno d'oggi. Si vendeva di tutto: farine, zucchero, conserve… prodotti rigorosamente "sciolti".

Ricordo anche che, regolarmente, arrivava un carro trainato da cavalli per rifornirci dei blocchi di ghiaccio per la ghiacciaia che serviva a mantenere freschi determinati alimenti. Non avevamo ancora il frigorifero. E poi c'era il periodo del razionamento: raccoglievamo i bollini per fornire alla popolazione beni di prima necessità. Altri tempi...».
Quando nel 1953 Linda Cortesi si trasferì in via alle Coste per aprire un'altra bottega (oggi scomparsa) lo storico negozio di via al Teglio fu riavviato dalle sorelle Ginevra ed Efrem Bottinelli. «Quest'ultima, rimasta sola dopo la scomparsa della sorella, portò avanti l'attività fino alla fine degli anni settanta. La consuocera di Efrem, Maridor, subentrò e tenne aperto ancora per qualche tempo. Alla fine degli anni ottanta fu chiuso definitivamente». Fotografie dell'attività sono per il momento irreperibili. Lanciamo dunque un appello a chi si ricorda del negozietto: chi avesse immagini d'epoca, chi volesse raccontarci dettagli, aneddoti, avvenimenti legati a questo piccolo esercizio pubblico di Muzzano, non esiti a prendere contatto con la redazione telefonando allo 091 923 56 31.

A proposito di San Gottardo a Cureggia


Nella Rivista del 22 aprile scorso, a pagina 43 sotto il titolo «San Gottardo a Cureggia», ho riconosciuto il papà e il nonno di mia moglie. Il papà (Mirto Ortelli) è il primo a sinistra con in mano il berretto, il nonno (Battista Chiarini) è quello davanti a tutti seduto sul tamburo. Devo però farvi rimarcare l'inesattezza della data. Quella foto doveva essere stata scattata attorno al 1940. Infatti nel 1955 il papà non faceva già più parte di quel sodalizio, che ha diretto dal 1933 al 1940 e poi per un brevissimo periodo nel 1946.

Gianmarco Giambonini, Porza

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