Antichi ricordi

Ligaino con i suoi nuclei

Il nucleo di Ligaino. In basso a destra si scorge la proprietà Löhnis, olandese che, accanto alla casa, aveva formato un laghetto. Un po’ più avanti, lungo l’attuale
via Ligaino, la residenza di vacanza di una famiglia zurighese.

Poche case raggruppate in un paesaggio di orti, campi e vigne: è la panoramica offerta da queste foto scattate in volo verso la metà degli anni '50 sopra i nuclei di Ligaino, Corte, Orlino e Ventuno, tutte frazioni di Pregassona. Situazione irriconoscibile rispetto al caos edilizio che nel frattempo ha sfigurato il volto della regione. Difficile orientarsi. Non per Elena Sopranzi, che ci ha fornito informazioni utili per identificare gli insediamenti e alcuni edifici significativi. Per quel che riguarda i nuclei, salendo lungo la strada cantonale, il primo importante raggruppamento che s'incontra provenendo da Pregassona è il nucleo di Ligaino (Lighin in dialetto). All'entrata, sulla destra della carreggiata, è riconoscibile il Conventino, osteria con il gioco delle bocce e le pergole. Alle sue spalle il garni Bellavista, gestito per anni da svizzero tedeschi, poi trasformato in stabile residenziale. Al nucleo di Ligaino appartenevano alcune pregevoli case della famiglia Pedrozzi, decorate internamente con stucchi e affreschi; un Pedrozzi era artista decoratore noto nelle città e corti europee. All'uscita di Ligaino, sulla destra rispetto alla cantonale, sorge una costruzione bianca piuttosto massiccia, appartenente alla famiglia Manzoni, un tempo dedita ai trasporti e al commercio di legname. La casetta che gli sta davanti era la Cooperativa di consumo. C'è ancora, ma accoglie un negozio che ripara elettrodomestici. Alcune decine di metri più avanti, sulla sinistra, ecco Corte (Curt), rimasto pressoché intatto per quel che riguarda il nucleo storico. Diverse abitazioni e rustici appartengono alla famiglia Gianinazzi. Vi abitava anche la famiglia Bottinelli. Il nome Corte deriva dalla struttura architettonica, caratterizzata da un'ampia corte sulla quale si affacciavano diverse famiglie. Sul lato opposto dello «stradone », si scorge l'oratorio di San Pietro. Costruito nel XIV secolo per volontà dalla popolazione, contiene pregevoli dipinti del Tarilli. La chiesetta appartiene al nucleo di Orlino, rimasto intatto, con edifici originali ristrutturati con gusto; alcuni sono della famiglia Crotta, ancora presente nella frazione. Proseguendo, dopo la curva, svetta uno stabile piuttosto alto: vi abitavano le sorelle Villa, che gestivano un negozio di commestibili. Subito dopo, l'edificio della famiglia Fasoletti (padre e figlio sono stati a lungo sindaci di Pregassona). Nella porzione in alto a sinistra della foto, con un po' di attenzione si scorge tra i campi il tracciato della ferrovia Lugano- Cadro-Dino, con la piccola stazione contornata da alcuni alberi. Abbattuta qualche anno fa, portava la scritta «Ventuno», nucleo cui appartenevano le poche case e qualche masseria del posto.

I professori di liceo e ginnasio

A proposito della foto dei professori pubblicata il 13 maggio, Mirto De-Bernardis, che ha frequentato il ginnasio di Lugano dal 1948 al 1952, precisa che la persona identificata con il numero 22 è Virgilio Martinelli, il 27 Dina Gardosi, il 30 Francesco Bolli (vice direttore della sezione maschile dell'allora ginnasio), il 35 Silvia Buzzi, il 37 Natale Marcoli e il 38 Virgilio Chiesa. Con il 27 dovrebbe invece trattarsi della signora Fraschina, vice direttrice della sezione femminile del ginnasio.

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