Antichi ricordi

Il pianoforte… ticinese di Totò

Tra i cimeli esposti a Villa Ciani anche il pianoforte che Totò regalò a Erik Monkewitz, allora presidente della Società svizzera di pedagogia musicale.

L’attore nella sua casa romana accanto al pianoforte Bösendorfer.

È in corso fino al 10 dicembre a Villa Ciani l'esposizione «Totò genio» (l'abbiamo presentata sulla Rivista del 13 ottobre). Proposta per la prima volta a Napoli nei mesi scorsi, è un omaggio all'attore in occasione del 50.mo dalla morte e presenta documenti, illustrazioni, fotografie, vestiti, filmati, oggetti, cimeli vari. Rispetto all'allestimento partenopeo, la mostra di Lugano è arricchita con una sezione assolutamente inedita legata ai soggiorni dell'artista nel Canton Ticino. In particolare, il principe Antonio de Curtis ha vissuto a Lugano tra il 1959 e il 1967. Tra le chicche esposte c'è il pianoforte sui cui tasti nacque la canzone «Malafemmena», senz'altro il brano più celebre scritto, nel 1951, da Totò. Incredibile ma vero, il piano è stato scovato a... Bellinzona. Ecco la storia. Il pianoforte Bösendorfer fu acquistato dal principe della risata a Roma nel negozio del commendator Mario Ciampi, all'epoca titolare di una ditta piuttosto nota. Alcune fotografie, scattate nel salone di casa de Curtis, mostrano l'attore accanto al prezioso strumento. Totò viveva a Roma nel quartiere Parioli, ma aveva un appartamento a Lugano, dove soggiornava tra un film e l'altro per «disintossicarsi» dal lavoro sul set, come lui stesso affermava. E in riva al Ceresio fece portare il suo Bösendorfer per averlo a disposizione durante le vacanze. Totò era solito passeggiare sul lungolago cittadino e in una di queste occasioni fece amicizia con un violinista, il maestro Erik Monkewitz, allora presidente della Società svizzera di pedagogia musicale (Sspm) e primo violino della Radio Orchestra, oggi Orchestra della Svizzera Italiana.

Totò ed Erik cominciarono a fare lunghe chiacchierate, seduti sulle panchine del lungolago. Un giorno l'attore manifestò l'intenzione di donare il suo Bösendorfer alla società presieduta da Monkewitz. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1967, la compagna Franca Faldini mantenne la promessa. In un primo tempo lo strumento fu collocato nella sala occupata dalla Sspm presso le scuole Lambertenghi a Lugano. In seguito, però, finì in un sottoscala e vi rimase finché fu ritrovato dal tenore Mauro Bonomi, membro di comitato della società. Questi segnalò il fatto al presidente Pietro Damiani, che lo fece trasportare nella sala multiuso della casa anziani La Piazzetta a Loreto. La collocazione era onorevole ma non soddisfaceva appieno il maestro Damiani. Infatti il pianoforte è stato trasferito all'Helvetic Music Institute di Bellinzona, sede della Società svizzera di pedagogia musicale, sezione di lingua italiana. Durante la cerimonia d'inaugurazione, avvenuta lo scorso giugno, Pietro Damiani ha detto: «Il Bösendorfer di Totò è tornato in famiglia. Qui potrà far sentire di nuovo la sua splendida voce». Invitiamo chi avesse testimonianze o aneddoti da raccontare sul soggiorno luganese di Totò a contattare la nostra redazione.

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