Crescere sani

La tele, baby sitter ideale?

a cura dell'Associazione dei pediatri della Svizzera italiana

Questa nuova rubrica mensile si rivolge a mamme, papà e, in generale, a coloro che in famiglia si occupano e si preoccupano della crescita dei bambini. La salute è in primo piano, tuttavia non si parlerà solo di malattie tipiche dell'infanzia. La collaborazione dell'Associazione dei pediatri della Svizzera italiana, che ringraziamo per la disponibilità, ci permetterà di sviluppare altri temi relativi al disagio e ai disturbi che possono insorgere nei primissimi anni di vita. La rubrica non emetterà prognosi e non dispenserà ricette, semplicemente offrirà ai lettori buoni consigli su come affrontare e, dove possibile, prevenire determinate situazioni. Cominciamo con un elettrodomestico presente in tutte le case: la tv. Buona lettura.

La televisione è stata un'invenzione che ha rivoluzionato la nostra vita. Perfetto veicolo d'informazione e apprendimento (con telegiornali, dibattiti e documentari) e di svago, è un ottimo compagno per le persone sole. Purtroppo a questi pregi si affiancano effetti collaterali, soprattutto per i nostri figli.

I bambini che stanno spesso davanti alla tv tendono ad essere sovrappeso. In genere chi guarda tanto la televisione si muove poco, consuma meno calorie e tende a sgranocchiare, senza rendersene conto, cibo ipercalorico. Inoltre se si mangia davanti allo schermo il metabolismo rallenta e si ingrassa. L'eccessivo ricorso alla televisione e ad apparecchi analoghi come computer, tablet e telefonini, porta a disturbi del sonno. Infatti emettono una luce blu simile a quella del sole. Quanti di voi si sentono più attivi e dormono meno d'estate con le giornate lunghe, mentre d'inverno con periodi di buio prolungati hanno voglia di andare a letto presto? Questo fenomeno ha una spiegazione scientifica: uno dei fattori che stimola il sonno è la melatonina, ormone prodotto dal nostro cervello quando cala l'irraggiamento solare. Con l'eccessivo uso di apparecchi tecnologici allunghiamo l'esposizione alla luce «diurna», il nostro corpo produce meno melatonina e di conseguenza facciamo fatica ad addormentarci o dormiamo male. Ecco perché gli adolescenti che fanno ampio uso di telefonini e tablet soffrono maggiormente di disturbi del sonno rispetto ai loro coetanei di qualche decennio fa. I fabbricanti stanno ora ovviando a questo problema introducendo filtri che riducono la luce blu dei dispositivi. Veniamo ora all'impatto della televisione sui più piccoli. Come pediatri sentiamo sempre più spesso famiglie che hanno il televisore acceso tutto il giorno, anche durante i pasti! Alcuni si giustificano dicendo che vogliono guardare il telegiornale, pensando che «tanto i piccolini non capiscono ». Così non è: il bambino capisce più di quel che il genitore vorrebbe. La visione di scene non adatte può generare stati di paura e ansia o, al contrario, indurre alla banalizzazione della violenza.

Spesso i genitori ci raccontano che accendono la tv proprio per far mangiare il figlio che fa i capricci con il cibo. È un approccio educativo errato, poiché non insegna il valore del cibo e, con il passare del tempo, si rischia di interessarsi alla tv ignorando cosa si ha nel piatto. Inoltre si perdono importanti momenti di interazione tra genitori e figli, fondamentali per lo sviluppo del bambino. La televisione è costruttiva solo dopo una certa età, mentre nella prima infanzia non insegna nulla. Infatti il bimbo impara per imitazione e solo la risposta di un essere umano gli fa capire se ha fatto giusto o sbagliato. Dinnanzi al piccolo schermo il bimbo sente dei suoni, capisce il loro significato ma non impara a riprodurli, non impara così a parlare. Per apprendere a parlare necessita di un'intonazione particolare della voce, che gli permette di distinguere una parola dall'altra. Inoltre quando inizia lui stesso a dire qualcosa, solo il confronto con la reazione dell'adulto gli permette di capire se ha detto una parola in maniera corretta. Il bambino impara a parlare udendo l'adulto che ripete in maniera corretta una parola che lui ha pronunciato in modo sbagliato. Ecco perché è così importante parlare e leggere libri ai nostri cuccioli. Come pediatri ci capita spesso di incontrare bambini di 2 anni con un ritardo di linguaggio; approfondendo la situazione, emerge che passano diverse ore davanti alla tv e durante la giornata hanno poca interazione verbale con gli adulti. La televisione non va demonizzata, ma neppure considerata la baby sitter ideale. Per questo se ne consiglia l'uso solo a partire dai 2 anni e con limitazione di tempo e di contenuti. L'Associazione americana di pediatria consiglia un tempo limite di 60 minuti di utilizzo di apparecchi elettronici al giorno.

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