Antichi ricordi

Carnevale di Breno nel 1979

Un dettaglio salta subito all'occhio di fronte a questa foto: del quintetto indaffarato attorno alla caldaia a chi spetta il compito più pesante di rimestare la polenta? All'unica donna, Emilia Dantoni. È lei ad imbracciare il mestolo, mentre gli altri cucinieri sono impegnati in altre faccende. Scherzi a parte – che ci possono stare in pieno periodo carnevalesco – la foto è stata scattata nel 1979 nel viottolo a lato della trattoria Vittoria a Breno. È lì che una volta si festeggiava il carnevale. Con la signora Dantoni, si riconoscono Enzo Righetti, Guido Destefani, Elio Destefani e, di schiena, Carlo Morotti.

Allievi di Cadro al Giornale del Popolo

In compagnia del maestro Giovanni Barella e dell'accompagnatore Angelo Mascetti, la quinta elementare di Cadro si è recata in visita al Giornale del Popolo. Era il 1980 e la sede del giornale era in via San Gottardo a Massagno, esattamente dove si trova oggi. A quell'epoca, al pianterreno, c'erano i reparti tecnici in cui, la sera tardi, finita l'impaginazione si procedeva con la stampa. La foto è stata scattata proprio a ridosso dell'imponente rotativa, riconoscibile dai rulli su cui venivano applicate le lastre con i caratteri che, inchiostrati, trasferivano sulla carta gli articoli del giornale. L'allora giovanissimo Giovanni Barella nel frattempo ha cessato l'attività. Dopo 41 anni d'insegnamento, nel 2016 ha voltato pagina. Una vita trascorsa tra i banchi delle scuole elementari di Cadro: dapprima nella vecchia sede in paese, poi nel nuovo complesso edificato in quella che allora era ancora, in buona parte, campagna. Fatti due calcoli, sono circa mezzo migliaio gli alunni formati da Giovanni!
Davanti, in prima fila,
si riconoscono, da sinistra: Angelita Porta, Elena Bazzana, Denny Zanetti, Elena Moruzzi, Ivan Stefanini, Diego Milani, Roberto Poloni e Damiano Maggiorini. Nella fila centrale, da sinistra, ci sono Angelo Mascetti, Giovanni Barella, Barbara Miele e Jasmin Portmann. Dietro, sulla scala, dal basso a sinistra, compaiono Simona Boscani, Isabella Toti, Lara Mascetti, Sarah Portmann, Romina Fumasoli e Prisca Continati.

Casa Porta a Manno a inizio Novecento

Pubblichiamo una foto risalente ai primi anni del Novecento e raffigurante Casa Porta, ora sede dell'amministrazione comunale di Manno. Non vi sono certezze sull'identità delle quattro persone raffigurate, ma dovrebbe trattarsi del giudice Giuseppe Fraschina (1851-1922) in compagnia del figlio Carlo (1885-1962) e delle figlie Maddalena (1873-1972) e Margherita (1886-1971). All'epoca la famiglia Fraschina – i cui membri erano chiamati dalla popolazione locale «i sciuri» – divideva la grande casa con la famiglia Cattaneo: entrambi i rami erano discendenti dei Porta. Fu l'architetto Antonio Porta, nel novembre 1678 di ritorno dalla Boemia, ad acquistare da Anna Regina Martella-Maderni le case e il viridario (giardino-orto) situati nella parte bassa del paese di Manno, con l'intento di farne la propria dimora. Le due casette medioevali a valle furono riunite in una sola, incorporando tutte le murature esistenti e divennero l'ala nobile dell'edificio. Verso il paese, il Porta aggiunse un'ala con locali destinati a uso rustico, abitazione di servitori e massari, e a depositi per i prodotti della campagna.

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