Antichi ricordi

Gambrinus, fiore all'occhiello della città

di Mario Berardi

Fra diverse carte, abbiamo scovato un vecchio menù del ristorante Gambrinus sul cui frontespizio è disegnato da buona mano il «Palazzo Riforma», come è scritto sul tetto dello stabile che si affaccia sull'omonima piazza. L'artista che ha disegnato la copertina del menù ha voluto dipingere anche il palazzo a fianco del Gambrinus, oggi sede del Vanini, e, sul lato destro, lo stabile che accoglie il vecchio Argentino. Il pittore della copertina ha inserito numerosi tavolini che occupano buona parte dell'area pubblica. L'entrata del ristorante era sull'angolo arrotondato del palazzo, sormontata dalla scritta «Gambrinus» e dalla scultura con due putti che reggono un boccale di birra, tutt'ora visibili. Agli albori del Novecento, il ritrovo era denominato «Café, Brasserie Saal» e fu solo con l'avvento della famiglia Hunziker che cambiò in «Gambrinus», dal nome del leggendario re della Fiandra a cui si attribuisce l'invenzione della birra. L'arredamento era in legno pregiato massiccio con raffinati intarsi, le pareti ricoperte di preziosi pannelli dipinti a olio da Gioachino Galbusera. Il locale, classico e distinto, era frequentato da numerosi luganesi e da svizzero tedeschi e costituiva un ottimo punto di riferimento per i turisti che soggiornavano a Lugano.

Al Gambrinus si potevano gustare, servite «comme il faut», le birre estere e nazionali, in parte rigorosamente spinate: la Pilsner, la Spatenbrau di Monaco, la König, la Kronenburg, la Calsbeer, la Basler e, ovviamente, la «Birra Lugano», purtroppo scomparsa come il ristorante. All'interno del menu, in prima linea sta l'elenco delle «Bières ouvertes» svizzere e straniere, seguito da quelle «en bouteilles ». Vi sono poi i «Vins suisse en bouteilles», i «Vins du Beaujolas, selection G. Duboef», i vini «Usa-Vins de la Californie (Beringer, Napa, Valley)», cui facevano seguito i «Vins ouverts ». Lungo era l'elenco dei «Vins d'Italie en bouteilles, blancs e rouges» e ancora i «Vins de la Bourgogne et du Bordelais» con gli «Champagnes et vins mousseux». Per coloro che volevano mangiare erano a disposizione le «Entrées froides», dei «Potages », seguiti dalle «Entres Chaudes», dalle «Salades» e dai «Fromages». Non mancavano «Poissons», «Grillades» e un'offerta «Pour les enfants». Il Gambrinus era pure internazionalmente rinomato per il «Foie gras» e il caviale di primissima scelta.

Qui sotto anche una fotografia risalente al 1930. Scattata in Crocicchio Cortogna, ci mostra il momento del rifornimento della birra. I fusti scaricati dai vagoni merci alla stazione venivano portati in loco mediante un carro trainato da un cavallo per poi essere depositati nella cantina del palazzo. La foto ci può dare un'idea del consumo di birra all'epoca. Sullo sfondo leggiamo l'insegna della drogheria Hildenbrand, che pure ha cessato l'attività, mentre il personaggio al centro della fotografia con il camice bianco era il signor Hunziker, titolare del Gambrinus, intervenuto a controllare la consegna dei fusti.

Il salone al pian terreno.

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