I soci della birra

Il sogno di due malcantonesi si è realizzato a Curio con il birrificio Monte Lema

di Ivan Pedrazzi

Andrea Lorenzetti (a destra) e Daniele Delmenico.

Pur abitando a uno tiro di schioppo – sono entrambi di Bedigliora – Andrea Lorenzetti e Daniele Delmenico non si conoscevano fino a qualche anno fa. Poi il caso ha voluto che si incontrassero, per una questione di lavoro, e da lì in poi sono diventati amici. Amicizia alimentata da interessi comuni e da situazioni familiari convergenti. Entrambi giovani papà, attraversavano una fase della vita in cui si è particolarmente ricettivi rispetto alle novità. Enologo il primo, elettricista il secondo, Andrea (37 anni) e Daniele (46) hanno così trovato la spinta decisiva per imboccare assieme una nuova strada professionale: quella della birra. Il loro sito spiega in termini molto efficaci questo incontro e la determinazione con cui si sono imbarcati nell'impresa: «Quando due amici si conoscono e scoprono di avere lo stesso sogno nel cassetto, è il momento di aprirlo». All'inizio non è stata una passeggiata, ammette Daniele Delmenico, che raggiungiamo telefonicamente a Curio mentre è impegnato nell'etichettatura delle bottiglie. «Ci è voluto un anno di lavoro prima di mettere sul fuoco la prima cotta. Fortuna vuole che a Curio si era liberato uno spazio artigianale di 60 metri quadrati che faceva al caso nostro. L'abbiamo preso in affitto e con l'aiuto di un architetto adattato alle nostre esigenze». È stato quindi necessario procedere a un cambiamento di destinazione e avviare le pratiche con l'Ufficio cantonale della sanità per poter cominciare la produzione. In questa fase le conoscenze di enologia di Andrea sono state molto preziose, mentre sul piano tecnico l'esperienza sui cantieri di Daniele è stata pure di grande utilità nella realizzazione del laboratorio. «Siamo partiti da zero, ma finalmente il 1° febbraio 2017 il Birrificio Monte Lema ha cominciato l'attività». Nel primo anno di esercizio sono state vendute circa 20mila bottiglie, mentre quest'anno la produzione dovrebbe arrivare a 30mila. Nel 2019 la ditta dovrebbe espandersi ulteriormente, raggiungendo anche dal punto di vista commerciale una situazione di maggiore stabilità. «Tanto più – precisa Daniele – che all'inizio abbiamo avuto diverse spese, oltre che l'investimento per attrezzare il laboratorio». Sono tre le caldaie in servizio: due da 150 e una da 200 litri. A parte il controllo elettronico della temperatura nella fase di ebollizione, l'intero processo avviene manualmente, ossia sotto gli occhi di Daniele e Andrea, che seguono quotidianamente i successivi e delicati processi di fermentazione. «In teoria, dopo tre settimane le bottiglie sono pronte, tuttavia preferiamo conservarle per altri due mesi, affinché la bevanda assuma una maggiore stabilità». Cinque sono le qualità in commercio (Weizen, Ambrata, Bionda, Speciale e Weizen scura), cui ci aggiungono stagionalmente un'edizione limitata estiva, quella natalizia (Nat-Ale) e Ipa (India Pale Ale), scura e amara. «Provenendo dal Malcantone – dice Delmenico – ci piacerebbe offrire una birra a base di castagne. Ci stiamo lavorando, ma non vorremmo neppure accelerare troppo le cose. La nostra è una produzione artigianale e tale deve rimanere». I due industriosi ed entusiasti birrai del Malcantone si sono dati parecchio da fare anche per far conoscere le loro specialità, tra le quali c'è una grappa ottenuta attraverso la distillazione del fondo di bollitura. «È molto apprezzata dai nostri clienti». Oltre che servire locali e negozi della regione, il Birrificio Monte Lema è presente alle feste, ai concerti e agli eventi. I mercatini di Natale sono l'ultima opportunità prima dei freddi mesi invernali, quando il consumo di birra crolla. In generale il vento per i piccoli birrifici artigianali sembra essere favorevole. Ne è convinto Daniele Delmenico. «È un fatto culturale: sempre più persone al bar anziché ordinare una birra, chiedono: "Quali birre avete?". E la preferenza va spesso a un prodotto locale di fabbricazione artigianale. Sta a noi fare in modo che la qualità sia all'altezza delle aspettative».

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