A Curio nuova vita per il Museo del Malcantone

A cura di Ivana Aldi Molgora, Roberto Guidi e Ivan Pedrazzi

Mancano pochi giorni alla riapertura del museo del Malcantone, evento che l'intera regione sta vivendo con trepidazione e coinvolgimento. Rimasta chiusa per quattro lunghi anni, consacrati a importanti interventi di ristrutturazione, l'ottocentesca ex scuola maggiore e di disegno di Curio, da un trentennio memoria storica del territorio, sarà nuovamente accessibile al pubblico. Presentandosi in veste rinnovata, con sale espositive rivisitate nei contenuti e un interessante allestimento in chiave decisamente più moderna. Sabato 22 settembre alle 10.30 l'inaugurazione.

La sede museale di Curio è affidata alle cure del conservatore Bernardino Croci Maspoli.

Da sinistra: il grafico Michele Bagnoli, che ha curato gli allestimenti, Maurizio Valente, responsabile del Museo della pesca di Caslano, e Bernardino Croci Maspoli.

I restauri hanno interessato in particolare il tetto, le facciate, l'impianto di riscaldamento e i serramenti. Interventi lunghi, impegnativi e onerosi (l'investimento è stato di 950mila franchi), che non si sono limitati all'aspetto strutturale. Il museo, dal 1985 custode delle tradizioni locali, necessitava altresì di una riorganizzazione dei propri spazi espositivi, nonché di un adeguamento tecnologico in linea con gli standard attuali. Impensabile sarebbe stato mantenere il medesimo profilo espositivo, ormai obsoleto. Inevitabile il passaggio dall'allestimento tradizionale basato sulla vecchia concezione di fruizione passiva, a una disposizione più coinvolgente e interattiva. Ad illustrarci i cambiamenti e le novità, il curatore del museo Bernardino Croci Maspoli, attraverso una prima e inedita visita nelle nuove sale. La superficie espositiva, invariata rispetto alla precedente disposizione, si sviluppa in due aree distinte: l'ala ovest, che ospita la mostra permanente, e l'ala est destinata all'accoglienza e alle attività didattiche; qui trova spazio anche la suggestiva Wunderkammer, sistema espositivo non convenzionale molto diffuso nelle sedi museali più innovative. «Rispetto a prima cambia il linguaggio – spiega Croci Maspo li – così come pure il principio espositivo. L'idea è suggerire, fornire qualche piccola suggestione. Per questo abbiamo creato due spazi contrapposti: da un lato c'è la Wunderkammer che contiene una grande quantità di materiale, mentre dall'altro proponiamo pochi elementi rigorosamente selezionati e particolarmente significativi. Una scelta operata per sottrazione, frutto di un progetto preciso e ben studiato». Non cambierà invece il principio cardine dell'attività museale, in segno di continuità rispetto al concetto delineato dal primo curatore del museo Giancarlo Zappa, secondo cui il Malcantone non debba essere considerato come entità isolata, bensì come parte del mondo. «Dietro al nuovo allestimento c'è una visione più ampia che rifiuta di considerare il Malcantone come centro dell'universo. Al contrario deve essere visto come parte di una globalità. In sostanza, è un lavoro sulle relazioni». Fondamentale, per la ricostruzione del passato, il tema dell'emigrazione, un fenomeno che ha interessato per secoli l'intero arco alpino. Muratori, pittori, decoratori, stuccatori, fornaciai: erano questi i mestieri dei malcantonesi portati oltre i confini nazionali. Il percorso espositivo traccia un quadro quanto più esaustivo possibile della realtà passata della regione, attraverso l'analisi di tre grandi tematiche – «Il mondo nel Malcantone», «La vita qui», e «Il Malcantone nel mondo attraverso l'emigrazione» – trattate secondo una successione logica e lineare.

Giornata inaugurale

Sabato 22 settembre la cerimonia inaugurale si aprirà alle 10.30 con il saluto di Gianrico Corti, presidente dell'Associazione Museo del Malcantone, cui seguiranno le relazioni di Bernardino Croci Maspoli, conservatore, Gianni Nava, sindaco di Curio, e del consigliere di Stato Manuele Bertoli. Boas Erez, rettore dell'Università della Svizzera italiana, proporrà una riflessione sul tema: «L'interesse della nostra storia». Seguirà un rinfresco, accompagnato dalla Bandella Patela. I partecipanti sono invitati a utilizzare il posteggio in via Favirolo (percorso segnalato). Il museo è aperto il mercoledì e la domenica dalle 14 alle 17 da aprile a ottobre. Visite fuori orario e fuori stagione sono sempre possibili, previo appuntamento.

Leggi il servizio completo nell'edizione cartacea di venerdì 14 settembre
Le foto del museo divise per sezione

Gli esterni

Galleria degli antentati

«Una volta»

«Città Malcantone»

I Mercoli

Wunderkammer

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