Antichi ricordi

Impresa della 4x200 della Sam nel 1959

Simpatica rimpatriata per il quartetto di atleti della Sam Massagno, che il 28 giugno del 1959 vinse a Lugano il titolo svizzero nella staffetta 4x200 metri. Un successo ampiamente celebrato sui giornali dell'epoca. «Nella 4x200, una staffetta di eccezionale rigore che richiede l'impegno gagliardo di quattro atleti, la sgroppata di Quadri, Pellandini e Curti doveva concludersi con la falcata del bravo Morandi, in vena di prodezze. L'allungo di Morandi è conosciuto: se riesce a svilupparsi, supera ogni ostacolo con una eleganza di stile che entusiasma e pone il velocista a fianco dell'acrobata. Questo volteggia, quello vola, ognuno esprimendosi in eleganza e potenza». E ancora: «È stato uno spettacolo indimenticabile quello offerto da questi giovani, che non hanno esitato ad affrontare squadre con un nome già ben conosciuto. E hanno vinto alla maniera forte, senza fare complimenti, tagliando corto alla discussione». Protagonisti dell'impresa sono Enrico Curti, Franco Pellandini, Luigi Morandi e Roberto Quadri, che ritroviamo sul gradino più alto del podio in una fotografia dell'epoca. L'immagine a sinistra si riferisce invece alla rimpatriata avvenuta nelle scorse settimane al ristorante Cappella delle Due Mani di Massagno. Da sinistra: Giovanni Maturi (attuale presidente della Sam), Franco Pellandini, Enrico Curti, Luigi Morandi, Roberto Quadri e Angelo Corengia (presidente onorario della Sam).

Casa Porta a Manno nell'Ottocento

Nel novembre 1678 l'architetto Antonio Porta, ritornato in patria dalla Boemia, acquistò da Anna Regina Martella-Maderni le case e il viridario (giardino-orto) situati nella parte bassa del paese di Manno, con l'intento di farne la propria dimora. Le due casette medioevali a valle furono riunite in una sola, incorporando tutte le murature esistenti e divennero l'ala nobile dell'edificio. Verso il paese, il Porta aggiunse un'ala con locali destinati a uso rustico, abitazione di servitori e massari, e a depositi per i prodotti della campagna. Dopo la morte di Antonio Porta, la casa fu abitata da varie generazioni di discendenti, subì modifiche e passò di mano fino a essere acquistata, nel 2000, dal comune che ne ha fatto la sede dell'amministrazione. L'immagine che pubblichiamo è risalente agli anni tra il 1860 e il 1890. Si vedono padre, madre, un figlio, due figlie, una domestica e due lavoranti. Molto vaghe le informazioni sull'identità delle persone: tre di loro dovrebbero essere Margherita Porta, il marito Carlo Soldini e la figlia Carolina Soldati.

Ancora sui professori di ginnasio e liceo

Nell'edizione del 13 maggio della vostra rivista, che leggo sempre con piacere, avete pubblicato una bella immagine dei professori del ginnasio e del liceo di Lugano. Per alcuni, tra i quali mio padre (indicato sulla foto con il numero 37), non figurava il nome di battesimo. Tengo a precisare che si chiamava Natale e non Emilio, come riportato nell'edizione del 27 maggio. Approfitto dell'occasione per fornire un altro nome mancante, quello del prof. Bolli (numero 30): Francesco.

Gianfranco Marcoli

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