Antichi ricordi

La festa di San Lucio in Valcolla

Noi 5 fratellini trascorrevamo le vacanze estive a Cimadera, in Valcolla, ora quartiere di Lugano. Il 15 agosto il papà ci portava su verso la Piazzascia e con i più grandicelli, scarponcini e sacchetto da montagna, ci faceva fare la scarpinata fino al San Lucio (San Lüzi), dove si ritrovavano gli abitanti dei villaggi della valle, ma anche quelli che salivano dalla Cavargna, Valsolda e perfino dalle rive del lago di Como. Una festa grande, con tanti prodotti tipici e specialità culinarie, ma anche oggetti artigianali per i lavori in campagna. Era una fiera popolare molto sentita. La guerra era finita da qualche anno, ma papà mi mostrò un campanellino di quelli appesi alle reti (ramina) per avvisare i finanzieri e le guardie di confine quando i contrabbandieri tentavano di entrare in Svizzera. Era l'unico rimasto sulla ramina ormai rotta, arrugginita e in disuso. Che ricordi! Da lontano udivamo il suono delle campane della chiesetta, vedevamo il fumo delle griglie e della polenta, si sentivano le voci, i canti e le grida provenire dal crinale dove c'era la festa. I più piccoli di noi cinque restavano in basso alla Piazzascia, dove c'erano le donne del paese che accudivano le mucche e le capre al pascolo. A San Lüzi molti andavano in chiesa a pregare, altri di fuori cantavano e mangiavano. Altri ancora si ritrovavano in compagnia a berne un goccio... e poi finivano addormentati sotto qualche fresco cespuglio. Il giorno dopo c'era San Rocco e la festa continuava, svuotando i villaggi della valle. La sera del 15 agosto noi ritornavamo giù con passo veloce e ritrovavamo i nostri cari amici di giochi alla Rivôla, (scuola di Cimadera). La mamma e le zie rimaste in basso ci mostravano mirtilli e lamponi colti durante la nostra assenza. Noi invece eravamo fieri di mostrare qualche porcino (cupin) che papà aveva trovato salendo e tastando il muschio dei pascoli. Sotto ai faggi avevamo trovato anche i gallinacci (chantarelles) che profumavano deliziosamente. Ora a San Lüzi molti salgono con l'elicottero o con i fuoristrada. Ma a noi questi bei ricordi rimangono vivi nella memoria e già da ragazzine abbiamo amato la montagna!

Elena Sopranzi

Alla Piazzascia con la zia.

Un gruppo di amici al San Lucio nel 1956.

Una cartolina, verosimilmente degli anni ’40, appartenente ad Alizia Galli di Bogno. Accanto alla chiesetta si può osservare la «ramina» eretta sul confine italo-svizzero. Il cancello veniva aperto in occasione delle feste, che richiamavano al San Lucio tanta gente. Lo testimonia questa foto, con numerose persone disseminate nei pascoli, dove venivano posati banconi e tende in cui ci si poteva rifocillare o acquistare i prodotti locali. La costruzione in alto è la caserma militare italiana, oggi trasformata in rifugio. La capanna in territorio svizzero è stata invece costruita in epoca più recente.

Condividi
su Facebook - su Twitter