Antichi ricordi

La quinta elementare di Viganello nel 1968

Ti riconosci? È la quinta elementare di Viganello nel 1968. Se ti interessa una simpatica rimpatriata, prevista per il prossimo autunno, mettiti in contatto con il maestro di quei tempi, Dario Fagetti (via ai Boschetti 55, Manno) telefonando allo 091 971 14 75 o allo 079 607 65 23. In alternativa scrivere a fagio@ticino.edu. Nel frattempo, grazie a Roberto Schneider e Giorgio Crivelli, è stato possibile dare un nome praticamente a tutti i componenti della classe.

Nella prima fila, in alto da sinistra, sono stati riconosciuti: Graziella Zoppetti, Gianna Meroni, Ivo Prêtre, Elly..., Ornella Stadler, Mirka Lupi, Caterina Zaugg, Elena Sanpietro, ???.

Fila centrale: Roberto Valaperta, Silvano Zuffi, Graziano Meli, Roberto Schneider, Mariagrazia Rabiolo, Cristina Quadri, Manuela Rezzonico, Giorgio Crivelli, Marco Roda, Daniele Gianella, Roberto Fraschina, ???, maestro Dario Fagetti.

Seduti: Consuelo Pini, Maurizio Pelli, Antonio Regazzoni, Sandra Gianella, ???, ???, ???, Tiziano Negri, Manuel Lopez, Marco Rezzonico, Marco Prati e Marco Trippel. Sul retro della foto sono stati indicati i nomi di battesimo di tutti gli alunni, per cui le cinque ragazze che non sono state riconosciute dovrebbero essere: Nicoletta, Elisabetta, Gigliola Pozzi, Elena Travella e Maria Luisa Archetti.

Scuole maggiori a Maglio di Colla nel 1952

Sappiamo poco di questa foto giunta in redazione dalla val Colla. Sul retro è indicata a matita la data, 6 novembre 1952, e il seguente commento: «Ricordo della scuola maggiore. Maestro Aurelio Soldati, Corso II, pomeriggio». Forse qualche lettore ci saprà fornire qualche ragguaglio.

Fienagione a Scareglia nel 1945

Altri tempi, vien da dire di fronte a questa fotografia, risalente all'estate del 1945. È stata scattata il 17 giugno a Scareglia. Era tempo di fienagione e i mezzi di cui dispongono oggi gli agricoltori erano di là da venire. Né trattori, né falciatrici, il lavoro nei campi si svolgeva interamente a mano. Per il trasporto si ricorreva alla gerla: carichi consistenti che, a spalle, si portavano dai prati ai fienili. Un compito pesante che spesso toccava alle donne, specie nelle valli a cui l'emigrazione aveva sottratto buona parte degli uomini attivi.

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