A Vico Morcote ci si vede al bar Pizzora

di Ivan Pedrazzi

Dove non ha potuto l'iniziativa privata o comunque è mancato lo slancio imprenditoriale, a Vico Morcote sembra cogliere risultati apprezzabili l'ente pubblico. Stiamo parlando di un piccolo paese, una comunità di 400 anime, la quale però, forse proprio per le sue dimensioni ridotte, ha saputo reagire a una brutta notizia e ad avviare un progetto interessante e virtuoso: il bar Pizzora.

Privato, con la chiusura dello storico Böcc nel 2016, dell'ultima osteria in centro paese, il Comune di Vico Morcote ha saputo in tempi brevi proporre un'alternativa. Il Municipio ha infatti aperto di propria iniziativa un esercizio pubblico. Un locale modesto, senza tante pretese, ma simpatico e gradito. La storia ce la racconta il sindaco Giona Pifferi: «La chiusura del bar Böcc aveva lasciato un vuoto. Con i suoi 50 anni di storia, era un ritrovo caratteristico, con una bella piazzetta, la vista sulla chiesa. La gente ci veniva apposta anche da fuori. Nessuno finora ne ha rilevato l'attività, probabilmente per i costi elevati di una ristrutturazione senza la quale il locale non potrebbe riaprire».

Tre mesi ben spesi

Si è invece mosso il Comune, il quale si è subito reso conto di quanto fosse preziosa, dal punto di vista dell'aggregazione sociale, la presenza di un posto in cui gli abitanti e i turisti potessero incontrarsi per bere un caffè o una bibita fresca in compagnia e scambiare quattro chiacchiere. «Il caso vuole – spiega il sindaco – che proprio in quel momento una riforma della Legge cantonale sugli esercizi pubblici autorizzava, con permessi speciali relativamente facili da ottenere, associazioni o società a gestire una piccola attività, tipo snack bar, per un periodo limitato di tre mesi. Ci abbiamo provato, coinvolgendo nello sviluppo del progetto un amico che conosce il settore e che aveva l'attrezzatura e le competenze per cominciare». Da parte sua il Municipio disponeva degli spazi del centro ricreativo in cui si tengono la castagnata, la risottata di carnevale, alcune feste e tombole. A parte queste rare occasioni, il salone era per la maggior parte del tempo inutilizzato. Con una spesa minima è stato possibile arredarlo per assicurare, durante i mesi estivi, l'esercizio di un bar. E così a fine giugno 2017, ricevuto il via libera dell'assemblea comunale e i permessi, il bar Pizzora ha cominciato la sua avventura. «È stato subito apprezzato: durante il giorno dagli anziani e dalle mamme che si trovano per il caffè, in serata dalla clientela degli aperitivi, nel fine settimana anche da turisti e villeggianti». Bravo il cameriere, assunto dal Municipio con un contratto a termine, a creare l'ambiente e far sentire gli avventori a proprio agio.

Un avvio... mondiale

Nel corso dell'estate sono state proposte serate a tema (messicane, spagnole, grigliate...), mentre il Comune ci ha messo del suo per abbellire il locale in cemento armato, di per sé piuttosto anonimo e freddo. Il trottolino e un vecchio flipper sono subito piaciuti ai ragazzi. Dal punto di vista economico, l'autorità si è cautelata, mettendo a preventivo una perdita che in realtà è risultata di gran lunga inferiore rispetto all'importo previsto. «Quest'anno – riprende Giona Pifferi – ci siamo meglio organizzati e quindi la stagione è cominciata bene. Il tema, ovviamente, è quello dei mondiali, con schermo e le pareti addobbate con le maglie dei giocatori». Non durerà a lungo: nel corso dell'estate saranno proposte attività ricreative e animazioni, giocando sulla cucina etnica, sulla grande terrazza e sulla simpatia di un posto entrato nel cuore della gente.

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