Camminare a... piede libero

di Alice Vananti

La scrittrice statunitense Rebecca Solnit ha affermato che «camminare in sé è l'atto volontario più vicino ai ritmi involontari del nostro corpo: il respiro e il battito del cuore» e «camminare è, idealmente, uno stato in cui la mente, il corpo e il mondo sono allineati come se fossero tre personaggi che finiscono per dialogare tra loro, tre note che improvvisamente formano un accordo» (da «Storia del camminare»). Due citazioni, queste, care a Monica Chinotti Boschetti, fondatrice e responsabile del gruppo «A piede libero» di Bioggio. Scopriamo di cosa si tratta.

Il gruppo a Santiago de Compostela.

«Il progetto – racconta Monica – è sorto nel momento in cui ho deciso di cambiare vita e seguire dei corsi presso Allez Hop, l'associazione nata in seno all'Ufficio federale dello sport che raccoglie tutti i Cantoni e mette al centro della sua attenzione la salvaguardia della salute di chi normalmente non pratica uno sport. Per perseguire questo obiettivo ha sviluppato cinque discipline di base: il walking, il nordic walking, la bicicletta, il fit gym e l'acqua gym». Attualmente, in Ticino Allez Hop vanta più di 60 monitori. Dal 2007 Monica Chinotti Boschetti è attiva in qualità di promotrice di incontri di nordic walking, dopo essersi lasciata alle spalle la professione di consulente informatica. «Ho trovato in Allez Hop principi che mi erano davvero cari, come la condivisione e lo spirito di agevolare un'attività di movimento a prezzi irrisori: per il costo di un cappuccino e di un croissant si riesce a fare un'ora di camminata nei boschi alla scoperta dei sentieri e del territorio». Gli incontri di «A piede libero» si tengono settimanalmente, con una diversificazione in gruppi sulla base dell'intensità e delle prestazioni: «A piè felice» è allineato alle esigenze della terza età e va a privilegiare l'aspetto dello stare insieme, camminando senza forzatamente puntare sulla prestazione; «A piè leggero» e «A piè veloce » sono invece per lo più legati alla ve locità e al ritmo. «Il nordic walking è un'attività che si indirizza a un pubblico molto aperto. Tramite questa disciplina cerco di coinvolgere la maggior parte delle persone che normalmente non praticano sport».

Monica Chinotti Boschetti, fondatrice e responsabile del gruppo «A piede libero» di Bioggio.

Si cammina anche in inverno...

Non solo nordic walking, anche cultura e pellegrinaggi

«Da qualche tempo, all'incontro settimanale di nordic walking ho aggiunto una proposta più escursionistica e culturale» prosegue Monica Chinotti Boschetti. «Quindi al di là degli incontri abituali organizzo saltuariamente delle passeggiate alla scoperta del territorio ticinese: siamo stati a Curzútt, al Ponte Tibetano, nella regione del Ritom e in Valle Bavona, solo per citare alcuni esempi». Sono state proposte anche visite a esposizioni: «Dopo una camminata siamo andati a Rancate alla Pinacoteca Züst; oppure durante lo scorso inverno siamo stati a Milano, a Palazzo Reale, per visitare la mostra di Caravaggio». L'intenzione è far confluire diversi interessi in un unico appuntamento, affinché anche persone che magari solitamente non si spostano a piedi, possano accettare con più facilità e piacere l'idea di praticare un po' di sport. E poi ci sono i pellegrinaggi. «Con la collaborazione dell'associazione Amici della Via Francisca del Lucomagno (che ha riscoperto un antico tracciato romano-longobardo che da Costanza, passando per il Lucomagno, giungeva a Pavia e lì si collegava con la Via Francigena verso Roma, ndr) ho portato i partecipanti dei miei corsi a esplorare questo suggestivo percorso». Lo scorso anno Monica ha inoltre accompagnato 32 persone lungo il cammino di Santiago de Compostela partendo da Sarria, affrontando quasi 120 chilometri sotto l'esperta conduzione di Pino Dellasega e Chiara Campostrini, per raggiungere la cattedrale di Santiago e festeggiare successivamente a Finisterre la realizzazione del sogno. «C'è stato un tripudio di emozioni che hanno reso il momento magico». Quest'anno Monica e 21 partecipanti hanno invece percorso un tratto della Via Francigena: «Quasi 150 chilometri tra Lucca e Siena, accompagnati da Frowin Bachmann, per 30 anni guardia svizzera al Vaticano. Siamo passati da San Miniato, Gambassi Terme, San Gimignano, Monteriggioni, Siena, terminando a Ponte d'Arbia, attraverso un paesaggio straordinario».

Da soli si cammina veloci, ma insieme si va lontano

Per Monica l'aspetto particolare e gratificante, oltre all'esperienza unica del camminare insieme, è la partecipazione di persone – in maggior numero donne – che non pensavano di andare così lontano sulle proprie gambe. «Nei miei gruppi c'è chi ha problemi di salute ed è rinato attraverso una formula di cammino che comprende la convivialità e la solidarietà. Affrontare più di cento chilometri e tutte le incognite legate a questo è stata una scoperta e un traguardo per tanti». Di primo acchito può sembrare inusuale l'esistenza di gruppi volti a incentivare un'attività naturale quale è il semplice atto di camminare. Domanda provocatoria: perché non si può camminare da soli? «È possibile e frequente, tuttavia a volte la gente ha bisogno di un proprio.. Forrest Gump. Nel mio caso è successo proprio così: ho cominciato a camminare e mi sono accorta che alcuni mi seguivano (ride, ndr)». È comunque pertinente rilevare che la natura umana è spesso affetta da problemi personali che è difficile trascurare. «Una delle discussioni che più tengo con i partecipanti riguarda il motivo per cui non riescono a uscire autonomamente a camminare: c'è chi non si fida, chi ha paura, chi per aspetti fobici, chi teme di perdersi nel bosco, chi semplicemente è consapevole di non avere la disciplina per andarci». L'intenzione di Allez Hop – e quindi di A piede libero – è riuscire a rendere automatico il movimento, spingere le persone a uscire almeno una volta a settimana, essere disciplinati pur rimanendo in una dimensione di piacere. «Molti riescono a raggiungere una loro autonomia. D'altronde camminare permette di attivare processi biologici che mettono in circolo nel nostro corpo la serotonina, conosciuta come l'ormone della felicità. Durante una sessione di movimento tre aspetti principali, cioè mente, corpo e ambiente circostante, arricchiscono dal profilo morale, contemplativo e fisico: le persone, dopo una bella escursione, quando arrivano a casa alla sera sono stanche, ma è quella stanchezza intesa nel modo più salutare e naturale del termine. Si ha voglia di sedersi non perché la mente è affaticata, ma perché il corpo lo richiede: per alcuni, questa, è davvero una scoperta o una riscoperta».

Santiago, Via Francigena, Claro e il Canton Neuchâtel

Una riscoperta anche per imprenditori e intere aziende, che si rivolgono ad A piede libero per rafforzare i rapporti umani all'interno di un gruppo. Lo scopo è permettere ai collaboratori di una ditta di confrontarsi in una situazione all'aperto, diversa rispetto alla routine lavorativa. «Le aziende mi chiedono solitamente di organizzare una mezza o un'intera giornata di escursione. Ad esempio, c'è stata una richiesta di ingegneri svizzeri francesi che sono venuti in Ticino proprio per rafforzare il loro spirito d'équipe. Abbiamo fatto il giro dell'Arbostora da Carona fino all'Alpe Vicania, per un totale di 12 chilometri. È stato bello vedere persone, alcune impreparate fisicamente, riuscire ad affrontare il cammino tra una risata e l'altra». Per il futuro, Monica Chinotti Boschetti desidera proseguire sulla strada dei pellegrinaggi. «Vorrei ritornare lungo il cammino di Santiago, affrontando in particolar modo la parte nord della Spagna; e sulla Via Francigena, per continuare il percorso riscoprendo la Val d'Orcia per giungere nella regione del Lazio». A settembre, A piede libero seguirà invece il percorso della Via Francisca del Lucomagno, che andrà a toccare Biasca e Bellinzona, alla scoperta dell'antico percorso e del monastero di Claro. Il futuro non vede solo cammini spirituali, bensì l'idea è quella di sviluppare l'offerta che mira a scoprire il territorio: la prossima meta è oltralpe. «In programma c'è una trasferta in Appenzello per raggiungere – a 1.600 metri d'altitudine e dopo 700 di dislivello – la Äscher Hütte, una capanna meravigliosa e suggestiva incastonata tra le rocce. Vorrei inoltre portare il mio gruppo nel Canton Neuchâtel, a Creux du Van, un anfiteatro roccioso naturale».

Passeggiata in val Calnegia.

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