#Cultura | 24/03/2025

L'identità di Other Movie

Roberto Guidi

Proiezioni, esposizioni, incontri, workshop, dibattiti, musica... È come sempre ricco il programma dell’Other Movie Lugano Film Festival. La 14.ma edizione è in calendario dal 28 marzo al 5 aprile con il fil rouge «Identità: la memoria che nutre il futuro». Ce la presenta il direttore Drago Stevanovic.

Drago Stevanovic è un fiume in piena a prescindere, immaginiamoci quando parla della «sua» rassegna. «Sembrava un festival di amici. E in effetti è nato così, tra un nucleo di appassionati della settima arte. Poi è cresciuto, diventando sempre più completo e importante». Il cartellone della 14.ma edizione parla di 16 giorni di appuntamenti, 34 eventi, una sessantina di film, di cui 40 al via dei 6 concorsi. Il tutto accomunato da un fil rouge, «Identità: la memoria che nutre il futuro», che significa viaggio attraverso il tempo, esplorando il ruolo del ricordo nella definizione dell’identità individuale e collettiva.

Quasi come Locarno
«Sei concorsi... sembriamo il Festival di Locarno! L’unica differenza sono i 18 milioni di franchi di budget», dice sorridendo il direttore Stevanovic. E il vice sindaco Roberto Badaracco: «Chissà cosa potresti fare con 18 milioni! Con le risorse a disposizione, il programma è incredibile. Inventiva, attualità, approfondimenti: questa è una preziosa agorà culturale che permette di incontrarsi e dialogare».
Attraverso una selezione di opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo, si invita a riflettere sul ruolo della memoria nella vita, nella società, nella cultura e nell’arte. Una manifestazione che arricchisce, apre occhi e mente, affronta pure temi scomodi, che non possiamo ignorare.
«L’esplorazione non si ferma alla dimensione umana – prosegue Stevanovic – Un focus sarà dedicato all’intelligenza artificiale. Come gli esseri umani, anche le Ai basano le proprie capacità di apprendimento, ragionamento e decisione sulla memoria. Lo sviluppo di Ai con una memoria sempre più sofisticata solleva però importanti questioni etiche, come la protezione dei dati e il rischio di manipolazione dell’informazione».